lunedì 2 dicembre 2013

ZUPPA e studenti di medicina

- Vì ghetz dìa?
- Zuppa!
- No, no: Wie geth's dir?
-Eh: Zuppa!!
Questo siparietto è andato avanti per un buon quarto d'ora prima di capire che in tedesco Super si pronuncia ZUPPA. Però non trovo parola più adatta: non mi sento Super, mi sento proprio ZUPPA.
L'aver mangiato come se non ci fosse un domani contribuisce alla scelta della parola -e, ancor di più, della sua pronuncia. 
Mi sento così Zuppa che neanche le 2 ore di metro di andata e ritorno possono cancellare la mia zuppità.

C'è che quando tu, studente di medicina di belle speranze, ti trovi a un convegno di chirurgia e ti guardi un'operazione in diretta (non scenderò nei particolari tecnici perché capisco che al resto del mondo può non fregare un accidente- su richiesta, potrei però farne un resoconto dettagliato...), e magari c'è quel momento in cui il chirurgo operante che sta spiegando ogni sua mossa in inglese si rivolge all'equipe in francese e tu sei lì immersa in una folla vociante in italiano...ecco, in quei momenti, la tua anima esce dal tuo corpo, nel senso che non stai proprio più nella pelle di finire l'università e lavorare. Lo studente di medicina è l'esatto opposto dell'operaio di fabbrica: smania per essere sfruttato, vuole fare lo schiavo, brama ardentemente qualcuno che sprema ogni sua forza vitale in qualcosa di pratico. La prima volta, non scherzo, gli basta fare una medicazione per avere l'analogo di un orgasmo mentale. Ma a volte anche fisico. 

A un convegno, qualsiasi convegno, su qualsiasi argomento, lo studente di medicina è nel suo habitat ideale: si trova a parlare di medicina con altri studenti di medicina o addirittura specializzandi, scambia idee, pareri, opinioni e consigli, e oltretutto i tizi degli stand che vendono attrezzature chirurgiche più o meno sofisticate gli danno del lei, lo invitano a fare "un giro di prova con gli strumenti" e lo chiamano dottore/dottoressa (detto questo, le operazioni in 3D sono una vera F-I-G-A-T-A!). Insomma, è libero di parlare senza problemi di cose per cui anche i miei adorati coinqui mi caccerebbero dalla stanza. Ad esempio, dell'ultimo paziente visto in pronto soccorso o della propria cacca - non so perché, ma è una realtà statistica che tra studenti di medicina si finisca sempre a parlare di cacca. La propria o quella degli altri, senza troppi problemi, soprattutto al primo incontro. Soprattutto a un convegno...

Perché un convegno non ti riempie solo l'anima e la mente, ti riempie anche la pancia: vorrei dire che sono tutte emozioni, ma,praticamente, è un immenso, infinito, gratuito brunch, intervallato da letture. A parte i momenti davvero imperdibili dell'evento, come può essere un'operazione in diretta (l'ho già detto?), in cui ,per riuscire a trovare un posto a sedere, tu, arrivata tardi perché proveniente direttamente dall'università, sorridi a tutti i ragazzi/giovani/vecchi che vedi fino a che uno di questi non si alza per cederti galantemente il posto (grazie, specializzando ignoto, grazie! A te gloria e onore nei secoli dei secoli e un posto in specializzazione per direttissima), il resto della giornata lo passi comodamente seduta con gli altri studenti in una sala mezza vuota, visto che chiunque abbia una laurea fa avanti e indietro dalla zona cibo/caffè. Secondo me, neanche i momenti in cui due chirurghi litigano su quale sia il modo migliore per eseguire una certa tecnica sono male. Ma si sa, nel 99% dei casi, ai convegni uno ci va per mangiare, per i gadget e per scopare. 
Ho omesso l'ultimo cliché perché non è stato da me verificato con l'esperienza; in ogni caso, prenderò nota se dovesse succedere la prossima volta e vi/mi aggiornerò.

Per quanto riguarda i gadget invece, dal mio primo convegno ho avuto un sacco di penne con nomi strani, qualche block notes e *rullo di tamburi non sto più nella pelle* la mia prima borsa orrenda. E' così brutta che l'ho già buttata. Però, conserverà sempre un posto speciale nel mio cuore.
Del resto, la prima volta non si scorda mai. 

PS: un ringraziamento speciale a Clyo per i suggerimenti tecnici (blogroll e cose varie): adesso sono soddisfatta e posso dire a tutti "Benvenuti a bordo"

6 commenti:

  1. Mi sono immaginato il tuo incontro come se ci fossi io...
    Bene, se non te l'ho ancora detto (la memoria, sai è quella che è) sono sordomuto perciò prova a immaginare il casino: il chirurgo che parla in LIS mentre opera e tutti intorno a me, compreso me, che gesticolano...
    Che fine avrebbe fatto il paziente? Altro che zuppa e anima che esce dal corpo!

    Però ti capisco, anche mia sorella è un medico e quando studiava c'erano giorni che era fuori dalle grazie del signore: come dice lei, ci vorrebbe un linguaggio universali per i medici che si credono sul piedistallo, il vaffanculese!
    Un abbraccio

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    1. Probabilmente sareste finiti tutti...a gestacci! Che poi si sa, i chirurghi son diretti e non si risparmiano...anche se il chirurgo che ha operato era veramente un grande! ;)
      E per fortuna di medici che si mettono sul piedistallo ce n'era uno solo, guarda caso vecchio e alquanto ignorato (anche perché rompicoglioni ;) )
      :*

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  2. Oh, insomma... tra studenti di medicina solo discussioni... di merda!! XD
    Finalmente posso seguire il tuo blog!

    Moz-

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    1. Eh ma lo sai che una volta che stai bene lì...stai bene ovunque ;)
      Per i suggerimenti tecnici ringrazio ancora Clyo e finalmente lo posso dire: Benvenuti a bordo :D

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  3. Ahahahahah Vale sei zuppa! :D
    Ma non è che mi puoi portare con te al prossimo convegno? Chissà che non riesca ad accalappiare uno straccio (o una garza sterile) di chirurgo una volta per tutte!

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    1. Certo che ti ci porto! Ti faccio entrare come mio +1 :D

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