mercoledì 24 dicembre 2014

Mi scuso per l'assenza prolungata (dettata solo da impegni universitari/tirocini ospedalieri) torno al volo per augurare a tutti un felice Natale, pieno di gioie e relax.
E adesso, su i bicchieri e che la prima grande abbuffata cominci!!!

domenica 16 novembre 2014

Del mese in cui presi più aerei che autobus



Sono tornata. E sono senza parole,ma con tante emozioni.
Il ritorno alla "normalità" sarebbe stato devastante, se non avessi avuto qua i miei amici e se non avessi fatto il pieno di energia laggiù nell'emisfero sud. 
Non è stato un viaggio bello. E' stato IL viaggio. Della vita, dell'anima, delle scoperte. Mi sento diversa da quando sono partita, migliore. E non solo perché il Brasile è il Brasile. 
Sono partita da sola, senza sapere la lingua e senza sapere neanche cosa aspettarmi. Sono partita, a dire la verità, senza pensarci troppo. Ok, questa è la borsa, questa è la destinazione, questi sono i biglietti: prendere e partire. E adesso che sono tornata, adesso che mi sono fermata, non riesco a non pensare al prossimo viaggio, e non riesco a togliermi dalla mente che in Brasile io ci voglio tornare, e presto anche (scusa babbo, so quanto soffrano le tue finanze al solo pensiero di rimandarmi in Brasile). 
Al di là dei luoghi, che sono spettacolari (ma che ve lo dico a fà?) ho trovato persone che, davvero, scaldano il cuore. E un pezzo di cuore io là ce l'ho lasciato (le ormai famose conversazioni su whatsapp con il MioUomo: "amore mi manchi, non vedo l'ora che torni" "amore mi manchi, ma non voglio tornare, prendi un aereo e vieni tu qui!").

Ma bando ai sentimentalismi; in poche righe, quello che ho imparato del Brasile in pillole:
- non importa se non sai il portoghese, qualcuno ti aiuterà lo stesso e continuerà a ripeterti lo stesso concetto alla stessa velocità fino a quando in qualche modo e comunque non ti entrerà in testa (e comunque, dopo un mese di Brazil, falo portuguese mais o menos, mas intendo tudo. Certo =) )
-"Voce nao intende porrà nehunha" è la stessa cosa di "Voce nao intende nada", ma è meglio non andare in giro gridandolo ai 4 venti, come invece il tuo tutor ti ha detto di fare.
- Recife la chiamano "la Venezia dell'emisfero australe", ma è evidente che 4 canali non bastano a farti Venezia. Mentre dovrebbero chiamarla la città degli ospedali, visto che ce n'è uno ogni 100 metri.
- Si mangia e si beve da DIO. Eccovi un piccolo assaggino:
Casquinhos de caranguejo e capiroska de cajà 
- Salvador de Bahia e Rio de Janeiro sono talmente belle che davvero tra le due non so quale scegliere.
- Salvador de Bahia e Rio de Janeiro sono piene di gnocchi. Andarci fidanzate è rischioso, molto rischioso. E' un po' come entrare in pasticceria e essere a dieta, con la differenza che in pasticceria i pasticcini non ti saltano addosso pretendendo di essere mangiati, a Salvador e soprattutto a Rio sì.
- Foz de Iguaçu è indescrivibile. Quelle cascate ripagano tutta la fatica che si fa per arrivarci.
- Sconfinare in Argentina è facile e veloce, se sai come farlo (in autostop)
- Brasilia è impraticabile senza una macchina. Ma se hai una delle tue più care amiche che ti scarrozza e la scopre a poco a poco con te, diventa una meta imperdibile (nonostante i brasiliani la bistrattino).
- La musica è una cosa seria, ma anche molto tamarra. Eh già, i brasiliani sono tamarri. Ma glielo si perdona volentieri data la simpatia e l'energia che emanano (e che travolge).
- Sempre sulla musica: sono partita che a mala pena sapevo muovere le anche e sono tornata ballerina provetta di forrò e samba. Mais o menos.
- Pipoca sono i popcorn, Pitoca è il cazzo. Quindi occhio ai baracchini.
- Pina è un barrio (quartiere) di Recife, Pica è -sempre- il cazzo. Quindi occhio due volte.
- Saudade. Saudades di tutto. Anche della doccia fredda la mattina, visto che a Recife ci sono 30 gradi perenni e l'acqua calda, obiettivamente, serve a poco.
l'ospedale dove facevo tirocinio...per ricordare che non
ero solo a divertirmi...;)

praia de calhetas, ovvero il paradiso a pochi km da Recife

uno scorcio di Recife antica


Vista dal pao de açucar: il corcovado con il Cristo sta sulla sinistra,
in primo piano tutta la spiaggia di Botafogo (credo >_<) 
...

Ipanema al tramonto

Copacabana

Garganta do diablo, Foz de Iguaçu





Foz de Iguaçu, gita in barca per il lato argentino

Là dove tutto si compie: sulla sinistra il Senato e sulla destra la Camera dei Deputati.
Tinta di rosa perché ottobre è il mese della prevenzione del cancro al seno.







lunedì 27 ottobre 2014

Rotolando verso sud

È ufficialmente un mese che sono qui in Brasile. E invece siamo alla fine.
Tra tirocini, operazioni, amici, portoghese e gli immancabili brigaderi, potrei vivere così tutta la vita.
Quasi mi dispiace partire.
Ma Rio, Foz de Iguaçu, Brasilia ci aspettano.

Quante deviazioni quali direzioni quali no?Prima di restare in equilibrio per un po'...
Sogno un viaggio morbido
dentro al mio spirito 
e vado via 
vado via
mi vida
 così sia...



giovedì 23 ottobre 2014

Tutte le risposte

Ci sono momenti in cui niente sembra contare e momenti invece che sono tutto, così come ci sono le cose importanti e le cose stupide, anche se il confine è talvolta molto labile.
Poi ci sono invece quelle cose che surclassano tutto il resto.
Ne ho avuta la netta sensazione stamattina.
La gente si preoccupa di tante cose, si irrita per il traffico, si deprime senza motivo, chiama a se tutti i santi del paradiso se il telefono cade e si crepa, si perde in un  bicchier d'acqua per un nonnulla.
Mi rendo conto ripensandoci a posteriori, che avrebbe potuto essere una scena da grey's anatomy: musica lieve in sottofondo,pensieri pronfondi, carrellata di piano sequenzr *ehhh TAGLIA*. 
Ma come si fa a rimanere impassibili di fronte al miracolo di una vita che nasce? 
È così: il parto mi riconciglia con il mondo,senza ah e senza bah. 
Sono emozioni che...niente, poco fa è stato pure il mio compleanno e sto diventando davvero sentimentale.
Tutto il dolore,le fatiche, le paure, si riassumono e risolvono nell"arco di un attimo, L'Attimo che tramuta tutto in gioia indescrivibile. 
E niente, ne esco felice. Nulla può scalfire la mia felicità da medico che non sa cosa fare dopo. 
Nulla può togliermi il sorriso. Nei parti ho trovato tutte le.risposte alla felicità.Ahhh la bellezza! 
Meninos funfinhos.

 

giovedì 16 ottobre 2014

Estemporanee altrui: dice il saggio...

"Sii fedele al tuo amore e al tuo cuore, ma ricorda che la fedeltà la devi soprattutto a te stessa.
Però ricorda anche che dopo i 500 km le corna smettono di essere corna, ma dopo i 5000 km crollano anche i matrimoni!"
Aggiunge poi il saggio:
"La coscienza può essere lavata in qualunque pozza d'acqua, ma se la lavi nel rio delle amazzoni è fatta e avrai spalancate le porte del paradiso, qualunque animale o vegetale ti trombi"
- la saggezza del mio amato coinquilino Gnocco


mercoledì 15 ottobre 2014

Cacao e canna da zucchero...

...Ovvero le ragioni storico-genetiche per cui i bahiani sono dei manzi.

Confermo: i bahiani danno una pista ai nordestini. Nella mia 2 giorni a Salvador ho avuto modo di ammirare certi cristoni neri che lèvate. Pare che siano i diretti discendenti degli schiavi neri importati appositamente dalla Costa d'Avorio per lavorare nelle piantagioni di cacao e tagliare la canna da zucchero. E forse allietare le nottate di qualche mulhera di fazenda.
A Salvador le radici afro si sentono, nella musica, nell'atmosfera sempre di festa,nel sorriso della gente e in questi negroni che camminano spesso a petto nudo per la città.
E poi ci sono pure i capoeiristi!!

Ora, gnocchi a parte, �
 che non fanno mai male, Salvador de Bahia, con cui avevo un conto in sospeso dai tempi dei 3 Caballeros,conto ripresentatosi con la lettura dell'opera (quasi) omnia di Jorge Amado, è una città meravigliosa, per come si presenta, per l'aria che si respira, e per la gente che la abita.

E infatti non vedo l'ora di avere un computer a disposizione per scaricare foto e fare un approfondimento ad hoc sulla primiera capital do brasil.

sabato 11 ottobre 2014

Mas la rua era lo melhor professor...

...disse il chirurgo dominicano stamattina.
E nel pomeriggio ne ho fatto esperienza tangibile: 15 giorni di portoghese vissuto nei reparti e nella strada mi hanno permesso non solo di comunicare necessità primarie all'estetista (oh,potevo mai perdere l'occasione di provare la vera ceretta brasiliana?) �ma mama
ma pure di disquisire sul casamento (qui chissà perchè si sposano prestissimo, si mollano e poi si risposano) sulla religione (perchè va forte una corrente a mezzo tra l'animismo e lo spiritualismo) e sulla musica, che qui in Brasile, specialmente nel nordest, è una cosa serissima,e ha la stessa importanza sociale del calcio e della politica.
Ma soprattutto ho ottenuto informazioni importantissime su Salvador: Salvador e namorado non vanno d'accordo per niente. Perchè la cosa più pericolosa di Salvador è la gnoccaggine dilagante tra la popolazione di sesso maschile.
E per onor di cronaca, non mi resta che andare a vedere di persona e verificare la bontà di questa diceria (che ha reso la mia estetista particolarmente esaltata e loquace). Domani dunque ho l'aereo, vi tengo informati!
Manzitudine, arrivo!!!

domenica 5 ottobre 2014

Eleiçoes 2014: come le vedo



Per chi non lo sapesse, oggi in Brasile è giorno di elezioni. Anzi, a quest'ora stanno già spogliando le schede (si fa per dire,visto che il voto è elettronico). Ovviamente,già che sono qui, sto seguendo la cosa da vicino. Si tratta di quello che probabilmente funzionerà da primo turno per l'elezione presidenziale e in più in alcuni stati, tipo il Pernambuco, ci sono anche elezioni locali. Come ho potuto notare personalmente, il voto è un fatto molto sentito e la propaganda è serratissima: ho visto sbandieramenti, cartelloni, canzoni di propaganda, e moltitudini di giovani e meno giovani rischiare la vita ogni giorno per le strade di Recife per consegnare volantini alle macchine in strada. E si sa,con la guida brasiliana non si scherza.
Che le elezioni siano un momento importante per un paese, non dovrebbe essere una novità.
Quello che per me è del tutto una novitá è il fatto che il voto sia praticamente obbligatorio, pena una sazione da pagare (oppure dite addio al passaporto, eheh i brasiliani possono essere molto convincenti) e soprattutto che ti prendano le impronte digitali per il riconoscimento e l'entrata all'urna! E non una, tutte!
È proprio vero, paese che vai, usanza che trovi. E qui le hanno pensate proprio a tutte per ridurre al minimo i brogli di una politica che, non è un mistero, è corrotta a più livelli. Ma il popolo brasiliano vuole migliorarsi.
Per quanto riguarda i candidati,io, nonostante la propaganda coloratissima, non ci ho capito molto. Quello che però ho capito, con il mio portoghese fresco di una settimana di sopravvivenza, è che Dilma ai giovani medici non piace. Non piace per niente. Come non piace l'apertura ai medici cubani.

Ce la farà la "querida" presidenta a sfangarla anche stavolta?
Continuerà il luto per la saude o si aprirà una nuova era, lontana da Lula e da Dilma?

Io, nel dubbio, mi bevo un copo de suco de hazarol e mangio pesce a volontà. E mi godo lo spettacolo.


venerdì 3 ottobre 2014

Estemporanee altrui: hanno detto sul mio viaggio in brasile


"Se non torni nemmeno un po' abbronzata ti picchio" (Platypus)

"e come fai con la lingua? Il portoghese è difficilissimo!" (altro simpatico all'università, che sa bene che il portoghese compare nel ranking della difficoltà linguistica per un italiano subito dopo il polacco ma subito prima dell'ungherese)

"Brasile? Bah...ci sono troppe malattie, probabilmente prenderai la febbre gialla o la malaria." (altro simpaticone universitario, sempre della serie chi non risica non rosica, ma poi c'è anche chi rosica parecchio pur non avendo mai risicato)

"Sai cosa devi assolutamente provare quando sei in Brasile?
Le banane"
(MioPadre)


mercoledì 1 ottobre 2014

Per il ciclo "vecchie glorie": Filosofia spicciola e domande esistenziali

Così, del tutto slegato dagli ultimi eventi della mia vita ripropongo una scenetta di vita quotidiana.

Cena, io apparecchio, il MioUomo cucina. Si chiacchiera del più e del meno e poi scatta l'argomento esistenziale:

- Amore ma com'è avere la vagina?
- Fondamentale.
- Come fondamentale?
- Sì, hai capito bene, è fondamentale.
- Fondamentale per che cosa?
- Fondamentale per tutto: per vivere, per fare la spesa, per capire le leggi che governano questo mondo e l'universo. Anzi, a volte mi chiedo come fai tu a pensare senza.
- Io intendo proprio com'è avere la vag...
- Ho capito. Avere la vagina è fondamentale. Con la vagina governi il mondo. Capisci l'uomo e l'altre bestie.
- No, scusa, fammi un esempio.
- Ti sei mai chiesto come mai si dice "testa di cazzo" e non "testa di vagina" o eguali? Te lo dico io: perché sarebbe un complimento
- Va bene, hai vinto tu.
- E' ovvio, ho la vagina


da "Luana la tata"

martedì 30 settembre 2014

Brazil lalalalalalalà - note sparse

Dopo 8 ore di sonno e turbolenze, finalmente Recife, la mia meta brasiliana. Assegnatami in maniera del tutto casuale, questo posto infestato da squali (vedi spiaggia di Boa Viagem) è il principale centro medico del Nord est brasileiro, e in effetti andando in giro per la città non si vedono altro che cliniche e ospedali, cliniche e ospedali. È anche una meta turistica famosa ed è la capitale della regione del Pernambuco. A priori la città non poteva non piacermi,non foss'altro per il nome della regione,Pernambuco, che poi è lo stato sotto il Parahiba e sopra Bahia. Oh, sono nomi xhe mettono allegria.Ma soprattutto c'è il mare e ci sono costantemente 28 gradi.

Nessuno parla inglese. Solo portoghese. Mi arrangio intendendo il senso generale di quello che mi dicono (ho comunicato con dei tedeschi, vuoi che non riesca a comunicare con dei portoghesi?) e parlando un mix di italiano spagnolo e suoni che nel mio immaginario ricordano il portoghese (tipo mettere -eo e -ão a caso) mi faccio capire senza troppe difficoltà.
Parentesi: io mi aspettavo di trovare al tipica pronuncia carioca della d=g, invece scopro con un po' di perplessità che almeno i nordestini non pronunciano le r a inizio parola. Anche quando provano a parlare inglese.

Il cibo è, per adesso, buono (ma stasera la zuppa del fratello della ragazza da cui abito era davvero insuperabile, altro che 30 e lode), più che altro è tutto molto diverso. Ma tapioca papaya e succo di hazarol la mattina danno dipendenza,  sappiatelo.

Anche in Brasile a volte piove (al di fuori della Amazzonia intendo). Sabato ad esempio è piovuto. Per ben 20 minuti.

Saranno pure terzo mondo e avranno anche preso 7 goal dalla Germania nuova caput mundi ma almeno si lavano il culo. (sottotitolo di questo pensiero: la gioia di notare la presenza di un bidet in bagno)

La gente grida strilla ride scherza abbraccia parla ti aiuta; gli autobus sono costantemente in ritardo e c'è un traffico esagerato sempre e comunque. Ah, come tutto questo mi fa sentire a casa!

In ospedale dopo 5 minuti che ero lì mi hanno preso e sbattuto al tavolo operatorio a dare una mano. Adesso c'è un tizio sulla cinquantina operato a due ernie inguinali che gira con i miei punti sulla pancia. Molto orgogliosamente aggiungerei.

Il cielo stellato sopra di me non è più lo stesso.  Vedremo che ne sarà invece della legge morale dentro di me (ammesso che ne alberghi una).



giovedì 25 settembre 2014

Al volo

Scrivo in diretta da Fiumicino mentre aspetto l'imbarco per Lisbona, da dove prenderò il volo per il Brasile.
Inutile aggiungere che sono super emozionata - mica avevo ancora realizzato per bene la cosa!
E niente così ora mi imbarco. Boa viagem a me, e aggiorno quando posso! (usciranno post vecchi un po' a caso però ;) )

domenica 21 settembre 2014

Entusiasmi e disagi

Disagio: non avere una linea internet decente da almeno tre mesi, cosa che mi impedisce di aggiornare il blog quando quanto e come vorrei. No, il cellulare, per quanto avanzato, non è la stessa cosa.
Entusiasmo: ho dato gli esami di settembre,  mi sono sistemata la burocrazia universitaria, e adesso posso prepararmi a ripartire. 
Sì, non ho ancora finito di raccontare di Monaco che già sono pronta a salpare per altri lidi. E che lidi, direi. 
Ma andiamo con ordine.

6 mesi fa o più, pomeriggio, aula universitaria qualsiasi, da qualche parte a Roma. 
-Mah, sai che, io la domanda la faccio, sai mai che quella per l'Erasmus andasse male. 
Concorso per tirocinio all'estero. Un mese a scelta in un reparto a scelta. 6 posti. 
Ce la giochiamo sulla media e sul numero di esami, ma quello che fa veramente la differenza è l'esame di inglese: orale in due parti.
E andiamo va'.
La prima parte -specialistica- ha a che fare con Scienza e Medicina (manco fossimo al trivial pursuit) la seconda è a discrezione dell'esaminatore. 
La tipa, madrelingua, inglese che più inglese c'è solo questo fotogramma tratto da doctor who

ma mettiamo l'ingrandimento, sennò non si capisce:


mi guarda, dopo un lungo discorso sulla endocrinologia,guarda l'orologio, sono quasi le 5, e mi fa:
-Let's talk about the Royal Familia now.

Io la guardo. 
Penso a tutti i pomeriggi spesi a parlare con Platypus della Regina, dei cappellini di Camilla, di Harry che è un figlio illegittimo e del Royal baby, ai post letti su Raffy e su Trashpirina, e vorrei piangere di gioia.
Ho vinto il concorso gente, giovedì si va in Brasile. 

Platypus,  Trashpirina, Raffy,  questa vittoria è anche vostra. Vi porterò un regalo grande  ;) ;) 

ps: per evitare di sparire come negli ultimi tempi, compariranno programmati un po' di post del vecchio blog, così, per dar valore alle vecchie glorie. E insomma,  ci rivediamo a novembre, qua si va a inseguire l'estate. E un tirocinio di chirurgia generale.

giovedì 11 settembre 2014

Incontri di giugno #2

Per celebrare questo incontro, da cui ormai sono passati tre mesi -ma tanto il tempo relativo, e i bei momenti non si scordano mai- , non potevamo far altro che riunirci come ai vecchi tempi, io&Platypus, Alex V & Midori, in un post a 4mani.


Ore 9 e qualcosa di una tranquilla domenica mattina come tante.
Caffè, cereali, capelli spettinati.
Apro il blog per leggere qualcosa mentre faccio colazione.


Domenica mattina di qualche settimana fa.
Alla scrivania, decisa a studiare fino a dimenticare di essere un organismo vivente. Vibra il cellulare.
-Pronto?
-Ciao Platypus, sono Vale A. Vai sul blog di manoel, ADESSO.
-...
-Visto?
-Si.
-Stamattina hai da fare?
-Veramente…


Occhi sgranati. Chiamo in maniera ignorante Platypus, che per fortuna è già sveglia:
- Hai letto?
- Letto cosa?
- Catch me if you can: ma non capisci? (Manie di protagonismo mode ON) CE L'HA CHIARAMENTE CON NOI! (le mie manie di protagonismo da questo momento in poi in rimarranno accese per tutto il tempo)
- Mmm che facciamo?


Tre quarti d’ora dopo, davanti Santa Maria Maggiore.


-Platypus, quello?
-Un cartello col nome. Dovesse sfuggirci il trolley verde.
-Ha un trolley verde, ti pare non lo vediamo?
-Nella vita non sai mai.


-E se non lo riconosciamo?
- Ma come lo riconosciamo? Io gli ho mandato una mail
- E' un fisico. Pensa a tutti gli altri fisici che conosciamo. Probabilmente ha ancora uno di quei telefoni antidiluviani, e nessuna connessione per il computer. Non la leggerà.
- Mmm...lo vedi che ho fatto bene a fare il cartello con il nome?
- Sì ma lo tieni tu


-...
-Senti, poi tu sei alta. Appizza gli occhi. Legolas, cosa vedono i tuoi occhi di elfo?




Sembrava impossibile, ma ce l’abbiamo fatta: abbiamo beccato Manoel. E scoperto la sua identità super segreta, correlata di telefono antidiluviano e portatile senza internet
Io&Platypus


Di fronte a un cappuccino e a un cannolo siciliano, in una cannoleria a due passi da San Pietro in Vincoli farsi raccontare e raccontarsi è stato un attimo, ma del resto ci conosciamo (virtualmente) da quasi 4 anni!
Che storie, come passa il tempo, sembra incredibile.

Quello che ci siamo detti,ovviamente, non possiamo rivelarlo, perché abbiamo da proteggere le nostre identità supersegrete (non sia mai NSA passasse di qua). Però abbiamo visto in anteprima le foto della Tipsy (la meravigliosità di questa neonata è impareggiabile, come si può vedere qua).

Solo una cosa, va detta:Manoel, che va letto ogni giorno, sa leggere anche le persone.

-Sapete, somigliate incredibilmemte ai vostri blog.


mercoledì 10 settembre 2014

Riassunto monacense

Yesss sono tornata a Roma, e sono più leggera di un esame (anzi, per essere onesti, erano 3 in 1) e adesso devo fare i conti con un po' di burocrazia. Perché stare ferma non mi piace e non ho fatto in tempo a tornare che sono già in partenza. Ma intanto un breve riassunto fotografico dei momenti salienti della mia estate monacense:

disclaimer: se vi aspettate belle foto, siete nel posto sbagliato.
Del resto, potete trovare belle foto di Monaco ovunque, nel web.


Ecco: questa è come apparivano i dintorni di Odeonsplatz la sera della vittoria del Mondiale: gente, birra, qualche fumogeno e Deutschland uber alles. Molta Deutschland uber alles. Sappiate che è stato l'unica sera in cui non ha funzionato la metro, ma che al mattino erano tutti al lavoro in orario. 
Tedeschi che ballano, cantano e sorridono
perché sono Weltermeister! 

Parte della biblioteca in cui nei numerosi pomeriggi di sole mi recavo a studiare, anche conosciuta come Englischer Garten. Qui si prende il sole, si legge, si fa amicizia e si comprano gelati dal sosia di Ryan Gosling, che tra l'altro abitava vicino a casa mia e prendeva la metro con me tutte le mattine. Son fortune.

A parte questo, all'Englischer Garten puoi fare qualsiasi cosa non violi leggi tedesche: dallo studiare giapponese in una pagoda in mezzo a un lago, al surf su onde artificiali, al prendere il sole in mezzo ai nudisti, al portare a spasso i pony. Sì, i pony.
La spesa tipica dello studente italiano. Certe cose sono uguali in tutto il mondo. A meno che uno non pensi di poter sopravvivere a birra, kartoffeln e zwiebelnrostbraten. Strutto, strutto ovunque.



Perché una persona dovrebbe frequentare il bagno di una stazione metro? 
Se hai le mestruazioni hai le mestruazioni, se non hai le mestruazioni puoi incontrare un tedesco infoiato e darti alla pazza gioia in maniera consapevole e responsabile (oh, siamo pur sempre in Germania), oppure se non hai incontrato nessuno di tuo gradimento puoi spassartela con del sano autoerotismo mentre aspetti che la tua amica finisca con il tedesco di cui sopra.
Con assorbenti, preservativi (normali o alla frutta) e minivibratori i bagni della stazione di Marienplatz sono pronti a venire incontro a qualsiasi necessità. Il tutto alla modica cifra di 4 euro. 
Anche se la cosa che mi ha stupito di più è il fatto che siano anche puliti!

Tipico cibo da fiera tedesco: schupfnudeln, ovvero qualcosa di molto lontano a degli gnocchetti di patate cotti -questi- nei crauti e nello strutto, tanto per cambiare. 

Le fiere dei paesini bavaresi sono luoghi magici, e sembra di stare in una fiaba dei fratelli Grimm
Oltre agli schupfnudeln, molto tipici anche i kasespatzle, sempre gnocchetti di patate con formaggio e cipolla. Ma la cosa che mi rimarrà nel cuore sono le cugine delle briosche calde con cannella. Che fame.

Ovviamente, non potevo non fare una visita al BMW Welt  
Non solo ci sanno fare con i motori, ma anche con le costruzioni
e all'Olympia Zentrum lì a fianco, dove sono andata anche al Tollwood, che sembra essere un importante festival musicale, ma dove io ricordo di aver mangiato africano in un baracchino etiope sotto una pioggia che ve la raccomando, ma chisseneimporta, e quant'era buona quella roba.

Ma soprattutto, non potevo perdermi il giro delle tre Pinakotheken, e di queste metto anche la classifica in ordine di gradimento: 
- Alte (impareggiabile)
- der Modern (e a priori non l'avrei mai detto)

esempio di arte esposta alla der Modern,
nonché metodo di approccio di un po' qualsiasi bavarese più o meno pieno di birra.
- Neu (che pensavo mi sarebbe piaciuta di più, e invece)

Per concludere, la foto più rappresentativa di tutte, nel Biergarten dell'Englischer Garten, all'ombra della Chinesischer Turm:


non tanto per le birre, ma per la famiglia tedesca sullo sfondo, unica grande vera protagonista. 

domenica 31 agosto 2014

L'estate sta finendo...

...Ammesso che sia mai iniziata.
E solo ora mi rendo conto di essere assente da un po', complice il computer rotto e una strana forma di mutismo selettivo per la parola scritta.
Mutismo selettivo che è prerogativa dei miei soggiorni estivi casalinghi. Come sempre ogni anno da quattro anni ad agosto mi sento sospesa a metà, e il tempo mi sembra infinito nella sua ripetitività.
In realtà ho un sacco di storie da raccontare, dubbi da chiarire e eventi da annunciare, ma li rimando a settembre, perché adesso sono intrappolata nella mia dolcissima vita di provincia, così comoda da lasciare senza forze.
È proprio come cantano i Baustelle: estetica anestetica provincia cronica.
Ma da giovedì si cambia aria, e sento già una voglia di fare che mi solletica mani e piedi.

mercoledì 6 agosto 2014

Aggiornamenti crucchi 3

Da quanso sono arrivata qui, la gente continua a fermarmi per strada per chidermi dove sia questo o quel posto, per chiedermi il numero (si, succede anche questo), per avere i miei soldi adducendo come scusa la salute del pianeta (a Roma abbiamo i ragazzi del Sert che vogliono una firma e dei soldi contro la droga, a Monaco volontari che vogliono un bonifico per la foresta amazzonica: eh, ognuno fa ciò che può).
In sostanza, mi credono una di loro, almeno fino a che non apro bocca (ho la stessa capacità sintattica di una bambina di 5 anni e mezzo, anche se riesco a farmi capire tra tedesco inglese gesti e mimica facciale. Proprio come una bambina di 5 anni).
A parte lusingarmi, questa cosa mi fa sorgere un dubbio: o la mia altezza e il mio colorito malaticcio li confonde,  o ultimamente mi vesto proprio di merda.

PS: lo so che sono una brutta persona perché sono sparita in quel di Monaco, ma la presenza costante del MioUomo unita a un uso di internet il più limitato possibile per sparagnare mi hanno impedito di scrivere e pubblicare in maniera regolare nell'ultimo mese. Ma non succederà più. 

PS2: il verbo tedesco "sparen" è chiaramente il cugino crucco di sparagnare. 

Aggiornamenti crucchi #2

Uno quando pensa ai tedeschi pensa a un popolo dagli occhi e dal cuore di ghiaccio, distaccato, persone che in realtà non vivono, funzionano, come le macchine. In realtà una non può starsene seduta da sola un attimo a Marienplatz che subito c'è qualcuno che ti si siede accanto e attacca bottone.
No, veramente.
Che poi per me è anche piacevole,  sorrido, rispondo, mi diverto, miglioro la lingua. 
Così,  ai tedeschi non piace stare soli.

mercoledì 16 luglio 2014

Aggiornamenti crucchi #1

-Ho visto la finale in un pub. Non posso negarlo, sotto sotto tenevo per l'Argentina, ma alla fine, complice qualche birra di troppo e il fatto che tanto i mezzi erano bloccati e non si sarebbe tornati a casa prima delle 5, con il sorriso tirato del l'invidia ho fatto festa tutta la notte. Cari crucchi, io vi voglio anche bene, ma non sapete neanche lontanamente cosa sia un festeggiamento per la vittoria del mondiale. La prossima volta però vi facciamo vedere noi,eh.
- Ho iniziato il corso di tedesco. Faccio progressi a vista d'occhio, anche perché la mia compagna di banco non parla inglese, ma solo tedesco con un fortissimo accento giapponese. Se capisco lei posso capire chiunque.
- Qui ci sono 28 gradi e un sole che spacca le pietre, e tedeschi spellati.Tedeschi spellati ovunque. Ho deciso, domani per andare all'englische garten mi metto il costume. Ci fosse anche il mare mi sentirei davvero a casa.
- Ieri un portoghese ha provato a insegnarmi il portoghese; per tutta risposta io ho provato a insegnargli il barese. 
- È una città bellissima e nonostante le 8 linee della metro non mi sono ancora persa. Certo, bellezze come Roma al mondo non ce ne sono, ma questa città avrà un posto particolare nel mio cuore. Non solo perché è stata la prima città straniera che ho visitato da bambina, ma anche -e soprattutto- perché anche nelle ore di punta trovo sempre posto sui mezzi pubblici.  E scusate se è poco.




venerdì 11 luglio 2014

Come Alice e il Bianconiglio - Il ritorno, la vendetta, e la partenza

Come ho già detto, non ho avuto niente da fare e pochissimo tempo per farlo.
Così, nell'ordine, ho:
- messo a posto casa a Roma (si fa per dire), fatto metano, e viaggiato verso casa. Rigorosamente senza passare per l'autostrada. 6 ore di viaggio, ma ne è valsa la pena, con gli Arcade Fire a tutto volume, i finestrini tirati giù, la Tuscia con i suoi trattori e le sue balle di fieno e il mio canto a squarciagola. Sì, ero da sola.

- fatto le analisi del sangue. Again. E comunque io mi sdraio. Mi si avvicina un infermiere più o meno della mia età, sicuramente alle prime armi. Io mi sdraio, annuncio. Hai così paura? Veramente no, ma mi sdraio lo stesso.
Con il laccio al braccio, tasta un po' e mi fa: Oh ma dove ce le hai le vene?
Mi tiro su di botto: Scì stà ddì?
Sì, ho risposto in barese, perché ho delle vene bellissime, e se non le trovi a sinistra anziché sforacchiarmi a caso vai a destra.
E comunque,a prelievo finito, sono svenuta lo stesso. 

- ritirato le analisi del sangue. Con tanto di presa per il culo da parte degli infermieri. Comunque anche tua mamma sveniva; c'è voluto il parto: dopo il parto non è svenuta più. 
Eh, allora mi sa che ce n'ho ancora un po' di svenimenti davanti...

- visto le mie amiche di sempre, che sono state anche aggiornate sulle ultime novità.

- visto la Germania asfaltare il Brasile, e l'Olanda perdere ai rigori. Peccato, una finale tutta europea mi sarebbe piaciuta, ma anche così va bene. 

- svaligiato Intimissimi ai saldi, che fa sempre bene.

- fatto il primo (e finora l'unico) bagno della stagione. Qui in effetti è la stagione dei monsoni, caldo umido con pioggia e sole intermittente da mezzogiorno in poi. Ma il mare è sempre il mare.

Adesso finisco di fare la valigia. Domani nuova partenza.
Destinazione: Germania. 

Appena posso, aggiorno.


venerdì 4 luglio 2014

lunedì 30 giugno 2014

Incontri di giugno #1

Quando ti incontri con un altro blogger, all'inizio è sempre un po' strano. Anzi, pardon, subito prima dell'inizio è sempre un po' strano.
Perché magari lo leggi da tempo, o comunque hai letto tutti i suoi post, e sembra che vi conosciate un po' da una vita. Di sicuro, soprattutto se sono blog personali, avete scambiato confidenze, sogni, pensieri tristi, pensieri allegri, e cazzate.
Ah, quanto mi piacciono le cazzate.

Quindi è strano, è un po' come un primo appuntamento: e se non gli piaccio? e se non mi piace? sarò troppo? sarò troppo poco? e se l'annoio? etc etc.
Effettivamente. 

Invece vi vedete, vi riconoscete, la tensione dell'attesa si scioglie in meno di un sorriso, ed è subito bello. E' come incontrarsi con una vecchia amica.
Oh, io e Wannabe Figa, anzi, togliamo proprio il Wannabe, io e Figa ci siamo trovate.

Per carità, la mostra di Warhol + O'Neill è una cornice fantastica. E poi incontrarsi per la mostra di Warhol fa tanto figo già di per sé, con una che si chiama Figa, non può che venirne fuori una figata. 
una delle foto che potete godervi a Palazzo Cipolla in questo periodo.
Mettere Warhol sarebbe stato scontato ;)

Soprassiedo poi su quello che ci siamo dette, e sulle risate che ci siamo fatte, perché sono super segrete ;)
Aggiungo però che il gelato da Giolitti accompagna bene gossip, racconti di vita e le risate che si fanno tra amici.

Insomma, Figa, quand'è che torni?


post scriptum: quello con la Figa  è stato l'ultimo ma non l'unico blogger incontro del mese di giugno. E presto racconterò anche del primo...

giovedì 26 giugno 2014

Il marchio nero della sessione estiva

Chi fa un esame poi fa pure la spesa.
Stavolta è toccato a me e non me ne pento, ma anzi affronto con coraggio l'immensa distesa di vecchi che mi si para davanti.
Poco male, sopravviverò. Invecchiando.

Per non dimenticarmi niente i miei beloved Coinqui mi scrivono in tempo reale, e io in tempo reale rispondo. Più che altro so benissimo che lo fanno per impedire che il demone delle cazzate e degli acquisti irrazionali si impossessi di me, ma fa nulla. E' giusto così.

- ...e non fare acquisti avventati! Soprattutto, non farti prendere dal mostro dello shopping! 
- E' SOLO LA SPESA!
- Grazie che me l'hai detto, stavo per comprare altre nocipesche...solo perché c'è scritto "provenienza Calabria"! Starò poco male?
 (ndr: a casa siamo letteralmente sommersi di nocipesche, per questo sarebbe stato un acquisto irrazionale. Invece con la Calabria e i calabresi c'ho 'na certa cosa, ma non la spiegherò in questo post).
- Invece compra gli OB! Che l'ultima volta c'è andato l'omo di casa non li ha comprati, il maledetto
- Non è colpa mia se mi sono sbagliato, siete voi che siete state poco chiare

Flash dell'ultima spesa: noi in cucina e Gnocco sull'uscio di casa (chiameremo il mio Coinqui maschio Gnocco perché oggettivamente lo è, sebbene io non riesca a vederlo come un oggetto sessuale ma solo come un amico. O forse mento.): 
- Ah, Gnocco, e non dimenticarti gli Ob! (in coro)
Al rientro, c'è tutto tranne quelli. 
Giustificazione: 
-Ma io avevo capito gli Hobbit, pensavo fosse una presa per il culo.
Beata innocenza.

Per chi ignorasse ancora cosa siano gli ob, sono questi: 

quindi se la vostra ragazza/moglie/amante/amica del cuore vi chiede di comprarli, per piacere fatelo. 

In questi pensieri e riflessioni intenta, arrivo vicino alla cassa, carica come un mulo. Mi va anche bene che è anche quasi vuota, e la cassiera sembra una sveglia. 
Ora, io, razionalmente, so che i supermercati sono fatti apposta per titillare il consumista che è in ognuno di noi, e che c'è qualche genio del marketing che ha fatto una tesi proprio su quale prodotto piazzare nei pressi della cassa, e come piazzarlo. Ma metterci la zona gelati è una cosa malvagia e sottile, e non riesco a moderarmi. 
Tanto più quando la mia mitica Coinqui, con cui ho un rapporto di telepatia anche a distanza, mi manda un messaggio:
- Compra del gelato.
'Azz.
La cassa è lì. I gelati lì a fianco. Ma se mi sposto perdo il posto in fila. 
Guardo la cassa, guardo i gelati.
Una vecchietta sfrutta tutta l'agilità dei suoi 900 anni per passarmi avanti. 
Bottana. Bottana industriale.

Contemporaneamente, la mia Coinqui mi scrive:
- No, niente gelato. Devo resistere, devo essere forte, la prova costume incombe.
- Ennò bella, adesso che mi hai fatto esitare e superare da una vecchia alla cassa mi dici che gelato vuoi. 
E poi lo vedo.
Il barattolino Häagen dazs
Nella mia mente, questo: 

La Haagen dazs non è nemmeno un'azienda italiana, e io quel gelato non l'ho nemmeno mai assaggiato. Ma il potere del marketing, a volte, è davvero illimitato.

- Basta. Compro un barattolino. Belgian chocolate.
- Instant orgasm, vorrai dire.

E' bello vivere con chi ti capisce.